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Rifugio Abate Carestia

Sulla strada per il Corno Bianco – Agosto 2018

  • 2201m s.l.m. (dislivello 847m)
  • Val Vogna (Vallone del Rissuolo)
  • 3:00 h circa

In questi giorni di forzata, ma necessaria, permanenza casalinga, il pensiero corre immancabilmente alle camminate che per il momento non ci sono permesse, ma che sicuramente assumeranno un sapore differente e più genuino una volta che avremo la possibilità, con le dovute cautele, di ritornare ad una certa normalità e ad una salutare e rigenerante passeggiata nel verde.

Visto che non posso raccontarne di nuove, alterno il resoconto della nostra long distance walk” irlandese con il ricordo di un trekking risalente al 2018, in quella che è una delle valli preferite per le nostre incursioni in Valsesia.

Ritorniamo in Val Vogna, ma questa volta scegliamo di seguire un sentiero che non abbiamo mai percorso in precedenza. Questo report si riferisce ad un trekking dell’estate 2018, ma siccome non sappiamo quando ci torneremo, perché non scrivere della bella esperienza passata nell’ agosto di quell’anno?

Tramite Rifugi Monterosa prenotiamo un pernottamento presso il Rifugio Abate Carestia, situato appunto nel vallone del Rissuolo in Val Vogna, visto che non abbiamo mai trascorso una notte in un Rifugio della Valsesia e pensiamo possa essere una bella esperienza.

Diciamo subito che, pur essendo una camminata impegnativa per noi dummies, è decisamente fattibile anche in giornata (abbiamo fatto di peggio), ma il pernottamento ci permetterà il giorno seguente di esplorare i magnifici dintorni, raggiungendo prima il Lago Bianco (2333m s.l.m.) e successivamente il Lago Nero (2672m s.l.m.), sulla strada verso il ben più impegnativo Corno Bianco (3320m s.l.m.), decisamente fuori target.

Queste escursioni non erano state pianificate, ma la vicinanza a quei luoghi e una breve visita prima dell’imbrunire una volta giunti al Rifugio e lavati, non può che farci cambiare idea. Ma andiamo per gradi…

salita verso il rifugio abate carestia

Partenza da Ca’ di Janzo

Partiamo circa all’ora di pranzo; Paolo proponeva anche più tardi, ma alla fine la scelta si è rivelata corretta, visto che una volta giunti alla meta abbiamo approfittato del tempo rimanente e di qualche ora di luce per altro. Lasciata la macchina al primo parcheggio disponibile in Loc. Ca’ di Janzo (1354m s.l.m.), proseguiamo sulla strada asfaltata fino alla Frazione S. Antonio, da cui parte il sentiero principale della valle.

Sono anni ormai che lo stesso è percorribile anche dalle macchine fino alla Frazione Peccia; Paolo mi ha raccontato che ovviamente un tempo era solo un sentiero, magari più spazioso di altre mulattiere, ma pur sempre ad uso esclusivo dei soli pedoni.

Con gli anni, il Comune ha scelto di renderlo sempre più fruibile, soprattutto a seguito di eventi di piena del torrente Vogna che hanno provocato anche la caduta del primo ponte che si incontrava salendo (ora sostituito da un semplice attraversamento).

Proprio all’altezza di questo primo spiazzo, ci sono un altare e una croce eretti negli anni ’90 dai ragazzi dell’oratorio di Gerenzano (VA), in ricordo di Davide, un ragazzo che ci ha salutato in giovane età e che amava quella valle. Seppur mantenga la sua bellezza, immagino che sia stata molto più caratteristica in precedenza.

salita verso il rifugio abate carestia

Proseguiamo, ora la strada comincia a salire per un breve tratto, ritorna in piano all’altezza di una sorgente e ad un certo punto dobbiamo svoltare a destra e cominciare a salire verso il Rifugio, segnalato a circa 2 ore di cammino dal bivio. Si comincia a salire su una mulattiera, da qui in poi copriremo costantemente il dislivello che ci separa dal Rifugio. Intercettiamo il “Sentiero dell’Arte”, n. 210, che copre tutte le Frazioni Alte della Valle Vogna, e saliamo tra spiazzi adibiti a pascolo (molte le caprette che troviamo sul percorso) e fitte abetaie, che offrono sollievo in una comunque calda giornata di agosto.

salendo per il rifugio Abate Carestia

Proseguiamo passando per l’Alpe Spinale fino al rifugio Abate Carestia.

Proseguiamo verso nord est, infatti a poco più di un’ora di cammino intravediamo dall’alto la Chiesetta di San Grato alla Frazione Peccia; nel frattempo incrociamo una coppia di ragazzi, che trascorrerà la nottata insieme a noi al Rifugio. Arriviamo all’Alpe Spinale (1904m s.l.m.), dove ci fermiamo per una breve pausa.

salendo per il rifugio Abate Carestia
Alpe Spinale

Continuiamo a salire, e guardando a nord est vediamo un altro Rifugio; Paolo mi dice che quello è il Rifugio Ospizio Sottile, che è situato presso il Colle Valdobbia e divide la Val Vogna dalla Valle di Gressoney, quindi al confine Piemonte – Valle d’Aosta.

salendo per il rifugio Abate Carestia

Transitiamo accanto ad una pietraia, e dopo una mezz’ora circa arriviamo finalmente al Rifugio Abate Carestia.

pietraia salendo per il rifugio Abate Carestia
rifugio Abate Carestia
rifugio Abate Carestia

Ci sono dei ragazzi che tengono in mano un animaletto, che sembra un po’ “sperso” e impaurito; è un piccolo ghiro ammaccato che hanno trovato nei dintorni, che viene lasciato a riprendersi con qualcosa da mangiare in una scatola di latta.

ghiro al rifugio Abate Carestia

Non è tardi, quindi beviamo qualcosa, ci laviamo subito (scelta infelice, facciamo una doccia gelida che scopriremo tale per un guasto ai pannelli solari) e proseguiamo per una passeggiata prima di cena verso il Lago Bianco, con tante simpatiche sorprese lungo il percorso…

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