Italia,  La via di Francesco

La Via di Francesco – Giorno 7

Da Pieve de’ Saddi a Borgo San Benedetto – 30/04/2019

  • 14 km circa
  • dislivello 500m circa

Oggi tappa di “riposo”, visto che abbiamo optato per raggiungere Pietralunga, a soli 10km da Pieve ‘de Saddi, per poi accorciare la tappa del giorno successivo di altri 4km circa muovendoci lungo la Via fino ad un agriturismo che si trova sul nostro tracciato.

Non ci alziamo nemmeno questa mattina troppo tardi; Paolo è già sveglio da un po’, ha fatto qualche foto in esterna ed è riuscito a salutare il nostro mattiniero “veterano”, che è già partito e ha in programma molti più chilometri da percorrere dei nostri.

Il tempo di una colazione, questa volta più contenuta, e salutiamo tutti i nostri compagni di serata, compreso Federico, che è già pronto ad accogliere nuovi pellegrini, nuove storie e nuove “avventure” tutte diverse.

Dopo la “fresca” nottata, è bello godere di un po’ di tepore stando al sole, ma come sempre bastano pochi minuti di cammino per cominciare ad essere accaldati e a cercare ogni singolo tratto in ombra sulla strada; stiamo proseguendo sulla stessa carreggiata di ieri, quindi un mix fra asfalto e quanto la natura si è ripresa. Non abbiamo un grande dislivello da colmare, infatti proseguiamo fra dolci saliscendi, all’interno di quelle che scopriamo essere foreste che la Comunità Montana dell’Alto Tevere Umbro ha destinato a zona di impianto sperimentale di tartufo bianco all’interno di un programma tartuficolo pluriennale (che detto in parole povere, è un campo di tartufi sperimentale).

Siamo nella Valle del Carpina, che praticamente tagliamo nella zona centrale andando da Pieve ‘de Saddi a Pietralunga; si parte dalla sommità della collina raggiunta con una discesa verso Pietralunga (che impiega circa 45 minuti), che i cartelli ci indicano distare giusto un paio d’ore di cammino; giungiamo in Località Caigisti (411m s.l.m.), e transitiamo accanto ad un vecchio casale, che risulta essere sede di un vecchio  mulino per la macina del grano, che sfruttava appunto le acque del torrente Carpina che scorre accanto.

Riprendiamo a salire, dovremo infatti scollinare per raggiungere Pietralunga. Il tutto si svolge ancora su asfalto; tutta la giornata odierna sarà così, eccettuato l’ultimo tratto per raggiungere il nostro posto tappa. Arriviamo infine in vista di Pietralunga, e dalla frazione in cui ci troviamo, riusciamo a scorgere il piccolo e caratteristico borgo il cui centro raggiungeremo a breve. Cominciamo a scendere nuovamente, tra strada asfaltata e piccoli sentieri che evitano l’intera percorrenza sul “fastidioso bitume”, e quasi al termine troviamo una fontana (con tanto di panchina all’ombra di un albero) dove poter sostare e riprendere fiato.

Proseguiamo in piano, sino alla strada provinciale 201 che passa per il comune, che attraversiamo per poi salire lungo la “scaletta dei 51 scalini” verso il centro paese, passando per dei vicoli che hanno ancora il sapore di antico, pur essendo stati rinnovati. Le cassette dei contatori del gas sono state tutte decorate da artisti diversi, e donano un ulteriore tocco di particolare bellezza a questi luoghi. Giungiamo alla piazza del paese, con la Pieve di Santa Maria ed il Palazzo Comunale che sono purtroppo in ristrutturazione, quindi delimitate da transenne che non ci permettono di ammirarle come si deve, a differenza della Rocca longobarda che si lascia ammirare. Oggi non avevamo con noi pranzo al sacco, ma doveste trovarvi nella nostra stessa situazione, non preoccupatevi perché Pietralunga ha da offrire molti piatti locali della cucina umbra. Il nostro itinerario prosegue in direzione est, tagliamo il paese e scendiamo per un breve tratto, in direzione San Benedetto Vecchio, che è già Località di Gubbio; un alberello a bordo strada reca il tau francescano, indicandoci che dobbiamo abbandonare di nuovo l’asfalto per proseguire sullo sterrato che ci porterà a destinazione. Stiamo seguendo il cammino segnalato, nessuna deviazione, sarà necessaria solo in vista della nostra tappa odierna. Attraversiamo un torrentello e riprendiamo a salire; la pioggia che ci ha graziato per tutto il giorno comincia ora a cadere: un bel temporale, facciamo in tempo a bagnarci per bene proprio a un tiro di schioppo dall’agriturismo. Vuoi poi che non esca nuovamente il sole, e che sia necessario togliersi di  mantelle e indumenti anti-pioggia per non soffrire il caldo? Pazienza, siamo quasi alla sommità del Monte di S. Paterniano, sede delle Case San Benedetto Vecchio (774m s.l.m.), dove presso l’Agriturismo Borgo San Benedetto ci accolgono i gentili e simpatici gestori Fabrizia e Luca.

Il tempo di lavarsi e riposarsi, ed “esploriamo” le rovine del Castello (pertinenza del vicino convento cui passeremo accanto domani), sede di bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale; non manca una bella chiacchierata con Luca, nel mentre che è impegnato ad accendere la brace, per cucinare parte dell’ottima ed abbondante cena di questa sera. Tempo di dormire, domani ci aspetta una bella camminata di 23km per raggiungere Gubbio e vogliamo essere freschi e riposati.

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