Italia,  Lombardia

Monte Bolettone

A spasso sulla Dorsale Lariana

  • 1320m s.l.m.
  • Triangolo Lariano
  • 2:00 h circa

Escursione lombarda, più precisamente sulle Prealpi comasche, sopra Brunate, su un tracciato molto frequentato da escursionisti sia italiani che stranieri, a pari merito per le “occasioni gastronomiche” e i panorami che offre; sto parlando della Dorsale Lariana, che unisce il Comune di Brunate al Comune di Bellagio, dalla quale partono molti sentieri che raggiungono altrettanti comuni della Provincia di Como situati tra il ramo comasco e quello lecchese.

Abbiamo già percorso l’intero tracciato, della lunghezza di circa 35km, almeno 5 volte, ma non abbiamo mai tentato di farlo in giornata, preferendo una confortevole sosta a metà strada circa presso il Rifugio Alpetto di Torno, situato ad 1 ora di cammino dalla Colma di Sormano, una Mecca per gli appassionati delle due ruote, sia a trazione umana che non. La stagione di apertura del rifugio non arriverà fino ad aprile, per cui oggi ci accontentiamo di una escursione in giornata con traguardo il Monte Bolettone, una delle mete più note agli escursionisti comaschi.

vista del lago di Como dalla dorsale
Vista del Lago di Como dalla Dorsale

La Dorsale è percorribile sul tracciato destinato al cicloturismo, decisamente meno impegnativo che passando per la cosiddetta “Dorsale per cresta”, almeno per noi dummies. Scegliamo però di muoverci diversamente, procedendo con la seconda opzione, vuoi perché la tratta cicloturistica è ancora ben innevata e non esposta al sole, vuoi perché la distanza che andremmo a tagliare è limitata, e non vale davvero la pena.

Arriviamo fino all’ultimo posteggio disponibile (da Como, si seguono le indicazioni stradali prima per Brunate, poi per la Capanna Cao), ma potete anche optare per lasciare la macchina a Como (o arrivarci direttamente col treno), e raggiungere Brunate con la funicolare; tenete però in considerazione che, una volta giunti in cima, avrete un altro bel pezzo di sentiero da percorrere prima di arrivare alla partenza gli itinerari, ed avendolo già fatto più volte, posso dire di non aver mai trovato questo percorso piacevole, visto che copre una bella altitudine con una breve tratta su sentieri alle volte poco “pratici”.

Il monte Bolettone

Ma torniamo all’oggetto del post odierno… Cominciamo a camminare accanto alla Capanna Cao, primo rifugio che si incontra sull’itinerario, e proseguiamo in piano per qualche centinaio di metri; il sentiero è largo, ben battuto ed in parte lastricato, in quanto appunto oggetto anche di escursioni in bicicletta. La salita è lieve, si passa accanto al secondo rifugio, la Baita Carla, e poco dopo si transita accanto al terzo rifugio, la Baita Bondella; da qui un breve tratto più impegnativo, che si addolcisce nuovamente proseguendo in direzione del quarto e ultimo rifugio che incroceremo, la Baita Boletto. Ora potete capire il riferimento iniziale alle occasioni gastronomiche!

Salutati cani, gatti, asini e cavalli ospiti della Baita, cominciamo la porzione tosta del trekking; a breve distanza dal rifugio, al primo bivio seguiamo la Dorsale per cresta, che ci porta alla prima tappa, il Monte Boletto (1235m s.l.m.). Il tempo di rimirare il panorama, che verso sud si apre sulla pianura padana mentre verso nord spazia sul Lago di Como e sulle Prealpi ed Alpi in cornice, e riprendiamo il percorso, ora per un tratto in discesa.

Abbiamo già cominciato a trovare residui nevosi, ma sono bypassabili coi soli scarponi. Giungiamo al secondo bivio, dove la Dorsale normale e la Dorsale per cresta si ricongiungono, e proseguiamo per un buon tratto senza il consueto saliscendi fino ad intercettare il sentiero che porta alla croce di vetta. Lo stesso si divide poco dopo, e sono due le possibilità di raggiungere il Bolettone: la prima prosegue in cresta, mentre la seconda si sviluppa sul versante che guarda il sottostante Comune di Albavilla.

La base della croce sul Monte Bolettone
Vista dal Monte Bolettone

Scegliamo questa seconda, la prima sembra più impegnativa dal punto di vista del terreno, che al momento è un mix di fango e neve. Anche il nostro sentiero è ancora innevato, ma gli scarponi hanno una buona presa e decidiamo di non inforcare i nostri ramponcini, lo faremo solo sulla via del ritorno. Una ventina di minuti e siamo in vetta, sotto la croce (1320m s.l.m.), insieme a molti altri escursionisti; il tempo di una breve pausa ristoratrice, e ripartiamo per tornare a Brunate… ma non mancherà una tappa alla Capanna Cao, con relativo piatto caldo fumante!

Capanna Cao

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